Giugno 2013
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Aprile 2013
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Se ci rivedremo sarà per sbaglio.
Ti ho visto. Tu no. Credo.
Io tremo.
Manca il fiato.
Continuo a camminare.
Caldo.
Batte il cuore.
Non respiro.
Cammino.
Ora passa.
Sta passando.
Rallenta anche il cuore.
Belle quelle scarpe.
Mi manchi.
Febbraio 2013
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Gennaio 2013
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It’s you when you’re right about something, and I lose.
Mi fanno ridere gli uomini (come i “donni”) che fanno i duri, che fanno quelli che non ridono alle battute semplici, che ti fanno credere di prendere le decisioni forti, quelle importanti, quelli che dicono che ci mettono impegno.
Mi fanno ridere perché poi, puntualmente, chiama la fidanzata e allora tornano tutti gattini.
Dicembre 2012
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Non vuole essere una battuta, non è qualcosa che assomiglia a “grazie al cazzo”, no. Vuole essere un ringraziamento vero, sentito, dal cuore o almeno così si dice, perché poi non lo so se le cose sentite partono veramente dal cuore. Deve essere un ringraziamento al tempo e non quello che si odia perché ti fa invecchiare perché non è il tempo che ti fa vecchia, sei solo tu. Sarà un ringraziamento al tempo che prendo, talvolta, per pensare, per non correre, per non fare passi azzardati perché non è quello il modo giusto di vivere, talvolta. È un grazie al tempo che ho preso per non dirti nuovamente che mi manchi, perché non è sempre vero, non è sempre così. A volte (e non avvolte) mi manchi. Non sempre. Ed e grazie a quel secondo con cui te ne sei andato e io non ho fatto in Tempo a dirti “ciao” che non sono ricaduta in quell’abisso che mi hai creato per anni. Si, anni. È questo il senso in cui si odia il tempo, quando lo si butta per qualcosa che non c’è. Ma ora so che quello che non c’era non potrà tornare, perché non è mai stato. È quello di ora il tempo da amare, quello per cui non ho rimpianti, da iniziare: senza di te.
Ottobre 2012
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ILTUODOLORESULL’ORLODELLECOSECHEIOSENTOLEGGERESUDINOI
CHENONABBIAMOIDEADINOIDUE
ENONSAPPIAMOCAMMINAREERESPIRARE
CONLEGAMBECOSìSTANCHEDINOIDUE
CHENONABBIAMOPIùVOGLIADINOIDUE
ENONSAPPIAMORESPIARE
CONLEALICOSìSTANCHE
IPENSIERICOSìSTANCHI
ADESSO
ADESSO
LADISTRAZIONESTANELLECOSE
ILTUODOLORESULL’ORLODELLECOSECHEIOSENTOLEGGERESUDINOI
CHENONSAPPIAMOCAMMINAREERESPIRARESUDINOI
CHENONABBIAMODAMANGIAREMENTREILMONDOPOISCOMPAREDIETRONOI
CHENONRIUSCIAMOPIU’ACONVINCERCI
CHELATERRAE’COMEVEDISOTTIIPIEDISOTTOIPIEDISOTTOIPIEDISOTTOIPIEDI
LADISTRAZIONESTANELLECOSE
ILTUODOLORESULL’ORLODELLECOSECHEIOSENTOLEGGERESUDINOI
SEMBRAFACILEMAINTANTOE’COSì” —NOI DUE CHE NON ABBIAMO PIU’ VOGLIA DI NOI DUE.
Lo sento sto perdendo la pazienza, ho i nervi tesi.
Basta! sulla faccia non c’è traccia della tua risata, stanca.
Il tuo modo di viaggiare tra le righe senza sosta,
e mi scoppia già la testa, e non hai aperto bocca. Resta chiusa, non parlare.
Non le dire che anche il sole va a morire, ogni notte, che scompare nel bicchiere da versare.
Io no ho parole nuove solo voglia di aspettare,
per riuscire a sentire ancora che tu mi manchi.
Se mi manchi.
Sarà perché non ho più stemmi da lustrare io non ho, non ho più faccia da dimenticare se tu mi manchi.
Sarà, se mi manchi, sarà come morire.
Lo sento, sto perdendo molta quota, volo basso e non c’ è vento che mi spinga verso il sole per sentirlo respirare, quanto basti per tornare a far finta di morire, ancora un giorno e poi un altro e un altro ancora
E ancora manchi come l’aria
e manchi come il sale,
manchi prima al cuore, poi le mani
e poi al mio dolore,
senza avere più parole da versare,
solo sete da calmare,
solo voglia di sapere sentire ancora che mi manchi.
Se mi manchi sarà , sarà perché non ho più stemmi da lustrare
io non ho, non ho più facce da dimenticare
se tu manchi sarà, se mi manchi sarà.. come morire.
Settembre 2012
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Non ci sei più.
La notte, alle tre, a parlare con me.
Non ci sei più.
Da due anni, ormai.
Non ci sei più.
Scrivimelo di nuovo, scrivilo a tutti e a lei che non ti basta.
“[…] m’accorsi come le sue pupille erano rosse di pianto; non mi parlò, ma mi ammazzò con un’occhiata quasi volesse dirmi: Tu mi hai ridotta così.”
Ugo Foscolo
” —Non serbare nulla, spendi,
sperpera allegrie, gioie,
scambiale con aria azzurra
perché vadano volando,
per il cielo, fanne acqua,
riempi i torrenti del mondo
delle sue schiume sprizzanti,
entra in anime assopite,
e scuotile per le ali,
agita, come di grano,
grandi campi di speranze,
straripa, straripati
d’amare e d’essere amata:
perché
né oggi, né questa notte
il tuo amore finirà,
né a me finirà l’amata.
Molto ci resta.
Non senti immense truppe di baci,
e di resistenze, stormi
d’avvenire sulle mani,
di rapimenti e di calme?
Quel che mi resta, invisibile,
taciuto, serbato in fondo
a ciò che toccano gli occhi,
a ciò che le mani toccano?
E non sta sotto la terra,
sordo minerale, attesa
di un’anima pura d’oro.
Neanche è un dono senza peso,
segreto frutto celeste,
che, attaccato
su qualche ramo dell’aria,
si prepara alle tue labbra.
No, non c’è quel che ci resta
né in miniere, né sugli alti
orti di stelle mature,
non sono diamanti né astri.
Non esiste, non ha forma,
neanche soffre dei penosi
perimetri del creato.
Palpita ciò che ci resta
solo in quello che ci diamo.
Laggiù, al di là dei baci,
degli sguardi, del piacere,
senza una forma, sicuri,
i piaceri, baci e sguardi,
aspettati, che si aspettano.
In ogni abbraccio rinasce
un nuovo essere altro abbraccio.
Il bacio che si esaurisce
ne chiede un altro a se stesso,
nel suo gioioso spirare
già sente che matura.
Darmi, darti, darci, darsi!
Non chiudere mai le mani.
Le gioie non finiranno,
e neanche i baci, né gli anni,
se non le chiudi.
Non senti
quale ricchezza nel dare?
La vita noi la vinceremo sempre,
affidandomi, affidandoti.
Pedro Salinas
Agosto 2012
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No, non lo so.
No, non ti credo.